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Terapia Fotodinamica


La terapia fotodinamica con verteporfina (PDT) ha rappresentato nel 2000 una svolta nella terapia della degenerazione maculare senile di tipo umido ed è stata la terapia di scelta fino al 2005 quando, l’introduzione di farmaci anti VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor) ha ulteriormente cambiato l’approccio terapeutico di molte malattie retiniche (vedi terapia con anti-VEGF).

Oggi la terapia fotodinamica trova ancora indicazioni soprattutto in combinazione con iniezioni intravitreali di anti-VEGF nella degenerazione maculare legata all’età.

I risultati tuttavia ottenuti nel trattamento della neovascolarizzazione coroideale associata a miopia patologica lasciano oggi un importante ruolo alla PDT nel trattamento di questa malattia retinica.

Inotre, grazie alla scarsità degli effetti collaterali della PDT, è la terapia di scelta in pazienti affetti da malattie cardiovascolari che non possono eseguire terapie intravitreali con anti-VEGF.

Si tratta di un trattamento complesso che richiede personale altamente specializzato, adeguate strutture e soprattutto costi economici elevati. Scopo della terapia fotodinamica, è quello di distruggere la membrana neovascolare maculare attraverso l'iniezione endovenosa di una sostanza farmacologica fotosensibile che viene attivata dalla irradiazione con una luce coerente di particolare lunghezza d’onda (laser). La Verteporfina, il farmaco fotosensibile utilizzato nella terapia fotodinamica, determina una trombosi dei vasi neoformati accumulandosi selettivamente nelle cellule degli stessi.

La sua attivazione avviene con l'applicazione di un particolare laser sulle aree da trattare, che viene assorbito esclusivamente dalle cellule dei neovasi. Il raggio laser utilizzato non è ad azione termica e di conseguenza non provoca danni alla retina sovrastante. La sicurezza, l'efficacia e la selettività di questa terapia sono state dimostrate attraverso studi aventi lo scopo di rilevare la dose ottimale di verteporfina, il tempo di irraggiamento e la lunghezza d'onda del raggio laser nel bloccare la diffusione della fluoresceina e quindi distruggere i neovasi.

L'analisi dei risultati ottenuti nel trattamento della degenerazione maculare senile con la terapia fotodinamica conferma i promettenti risultati ottenuti durante le fasi sperimentali (stabilizzazione dell’acuità visiva nel 40% dei casi).

La tecnica di esecuzione è la seguente:

Nella terapia viene utilizzata una sostanza chiamata Verteporfina. Tale sostanza è un agente fototerapeutico. La sua azione viene ottenuta in due fasi.

Nella prima fase la verteporfina viene somministrata per via endovenosa, con il paziente seduto, nell'arco di 10 minuti. E' necessario poi attendere altri 5 minuti dopo il termine della iniezione. In questo periodo la sostanza va ad accumularsi selettivamente, a livello oculare, nei vasi anomali dell'area affetta da degenerazione.

Nella seconda fase viene effettuata la applicazione di un trattamento laser. Lo spot del laser viene applicato sulla zona interessata per 83 secondi. Durante questo tempo si ottiene la attivazione della sostanza che occlude così soltanto i vasi e i tessuti coinvolti nel processo di neovascolarizzazione.